CARCERE BRISSOGNE

Violenza e minacce: la quotidianità vissuta dalla polizia penitenziaria nel carcere di Brissogne.

E' sempre più problematica la gestione della Casa Circondariale di Brissogne. Si era aperto uno spiraglio nel momento dell'arrivo del nuovo direttore Rosalia Marino. 'Vertice' che sembrava assunto a tempo indeterminato. Il Provveditorato regionale ha, però, modificato il programma dopo pochi giorni, riducendo a due giorni settimanali la presenza della direttrice

BRISSOGNE  -  Rifiuto del vitto e delle terapie erogati dall'amministrazione per protestare contro la chiusura della sezione detentiva A2. Succede nella Casa Circondariale di Brissogne, l'istituto penitenziario regionale dove, alcuni anni fa, l'ex direzione carceraria aveva deciso di aprire le celle per "stemperare la tensione dei detenuti", queste le motivazioni addotte e allineate ad una scelta dell'Amministrazione Penitenziaria nazionale dell'epoca.
  Le continue intemperanze della popolazione carceraria, il ripetersi di aggressioni sia nei confronti degli agenti polizia penitenziaria, sia fra detenuti di varie etnie, hanno convinto i responsabili  locali dell'urgenza di ritornare alla tradizione: celle chiuse, in carcere.
  
E' sempre più forte la convinzione che, anche le prigioni della Valle d'Aosta, siano 'governate'ì dai prigionieri stessi. Detenuti che impongono la loro legge, insofferenti a qualsiasi richiamo, pronti a scagliarsi contro chiunque non esaudisca le loro richieste.
  Forte di queste
 convinzioni autoacquisite,  ieri mattina, un detenuto, di 39 anni, extracomunitario, con fine pena nel 2022, ha rifiutato di raggiungere un'altra sede del penitenziario, costringendo gli agenti di polizia ad estenuanti trattative mirate a convincerlo dell'opportunità di accettare questa nuova destinazione all'interno dell'istituto.
  Per l'OSAPP, l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, gli episodi fanno parte, ormai, del 'ménage' carcerario che ha travolto anche la 'Cirondariale' della Vallée. 
 Non è così per il Segretario Generale Leo Beneduci per nulla timoroso di ribadire "la manifesta incapacità dell'Amministrazione Penitenziaria centrale" e le "condizioni di grave instabilità dei 'vertici' ". Conseguenza: incertezza gestionale-decisionle del personale. Un Provveditore regionale che, secondo Beneduci, "manifesta una totale incapacità interventi sostanziali". L'attacco al governo di Roma: "La politica giallo-verde - sottolinea il segretario OSAPP - non solo non ha introdotto alcun cambiamento, ma, addirittura, ha mantenuto a livello di 'vertice' quei parametri che continuano ad ingenerare disagio e criticità negli istituti di pena. Oltre ad una grande insicurezza nella collettività".  

s.l.

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